Mourinho: "Oggi devo dire panchina ricca. La squadra ha risposto bene"

26 Novembre 2023
- di
Viola Meacci
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José Mourinho Roma Udinese conferenza stampa intervista Serie A 2023-2024
Tempo di lettura: 3 minuti

MOURINHO ROMA UDINESE CONFERENZA - Queste le parole di Josè Mourinho rilasciate al termine della sfida di Serie A tra Roma e Udinese in conferenza stampa e nell’intervista ai microfoni di DAZN e RomaTV. 

Roma Udinese, la conferenza stampa e l’intervista di Mourinho

“È la chiave positiva, poi la chiave negativa è che hai il controllo della partita, devi approfittare della difficoltà dell’avversario dopo il primo gol ma non l’abbiamo fatto e l’Udinese è rientrata in partita. I friulani sono forti quando perdi i palloni, nel primo tempo non abbiamo perso molti palloni, i quinti hanno fatto bene. È mancata quell’ambizione, per fortuna poi nella ripresa abbiamo avuto una grandissima reazione, la panchina era ricca di soluzione.

Tante volte piango perché non ho soluzioni, oggi devo dire panchina ricca. Ho fatto dei cambi, la squadra ha risposto molto bene. Nel secondo gol c’è tanta qualità, ma anche poca organizzazione. Dico sempre che il calcio caotico crea problemi all’avversario, ma anche a livello tecnico. Abbiamo fatto i cambi e trovato stabilità per 10’, vittoria importante che se non la prendiamo sarebbe stato molto frustrante, per noi è fondamentale perché squadre vicino a noi hanno perso punti e se non sbaglio l’Italia sta pure vincendo la Coppa Davis, complimenti”.

Su Pellegrini

“Mi dispiace che Kristensen e Azmoun non possano giocare in Europa League, in queste gare puoi anche provare cose diverse. Per Azmoun non c’è tanto spazio per giocare titolare quando hai Dybala e Lukaku è dura. Oggi ho avuto tante soluzioni, l’unica debolezza era dietro perché siamo pochi ma quando siamo tutti possiamo fare quello che abbiamo fatto oggi, mi sono sentito confortante nella difficoltà”.

Vittorie all'ultimo minuto

“Siamo noi con le nostre qualità e i nostri difetti. Magari abbiamo il coraggio, l’atteggiamento, abbiamo la capacità di assumere rischi e ribaltare tante partite come fatto in questi due anni e mezzo. È una grandissima qualità che è legata ai tifosi. Ho allenato 6-7 squadre diverse, però quando la squadra è in difficoltà qui a Roma ti sostengono sempre e questo crea un clima per gli ultimi 10-15 minuti che aiuta la squadra a fare quello che fa spesso, oggi abbiamo due punti extra molto importanti per noi”.

Il gesto di Mancini prima della punizione

“Aveva un problema fisico, prende antidolorifico ma Mancini gioca anche se gioca con una gamba sola, gli ho detto di restare lì”.

Sulla rimonta

"La Rimonta? Colpa nostra, dovevamo chiuderla. La reazione è stata forte, guardavo a destra e sinistra, c'erano giocatori che potevano cambiare la partita. Quando hai un avversario in difficoltà devi andare alla giugulare, non lo abbiamo fatto".

Ancora sulla partita

“La reazione non doveva essere necessaria. Quando abbiamo fatto gol nel primo tempo bisognava chiudere lì. Nel secondo tempo sembrava troppo facile per non chiuderla. Nel momento in cui hai un piccolo periodo di poca concentrazione e inizi a perdere due o tre palloni, tu dai il via libera alla reazione dell’avversario. Ma dopo questo c’è stata una reazione fantastica, pubblico fantastico, allenatore non male con i cambi (ride, ndr) e i giocatori in campo con l’atteggiamento che io volevo non come reazione, ma sin dall’avvio della ripresa. Felice per i punti, però un mister non deve stare in paradiso oppure all’inferno. E in questo momento non mi sento in paradiso”.

I cambi

“E panchina buona, piena e con soluzioni. Ho anche lasciato fuori Belotti e Aouar. La paura di Mancini nel primo tempo quando ci ha detto che era in difficoltà, ma come sempre il Mancio trova delle soluzioni al limite dello sconosciuto. Oggi ho avuto una panchina a cui potevo guardare e sapevo di avere materiale da mettere in campo”.

Il campionato

“Sì, ma contro la Lazio potevamo vincere e se spingiamo un po’ di più, portiamo a casa anche quel match. Adesso pensiamo alla prossima in Europa League, dobbiamo ancora qualificarci per qualche dettaglio e dobbiamo provare a raggiungere il primo posto, anche se è difficile”.

L'esultanza

“Ho esultato per un gol che ha chiuso la partita. Quando tu segni al minuto 85 comunque con la nostra organizzazione difensiva la partita non era finita. Poi sul terzo gol mi sono rilassato e ho gioito come un bambino”.

Il secondo tempo

“L’Udinese ha più gamba e più intensità di noi. Quindi la soluzione è non perdere palla. Abbiamo fatto questo anche bene. Quello che mi dispiace è che non l’abbiamo chiusa nel primo tempo”.

Tridente Lukaku-Dybala-Azmoun?

“Saremmo un po’ sbilanciati. La natura di Paulo e Azmoun non è disciplinata, non è organizzata nella fase difensiva. Azmoun mi piace ma non è ancora un giocatore da Mourinho nella fase difensiva”.

Infortuni e recuperi

“Non credo molto a questa calma permanente (ride, ndr). Siamo una squadra di alti e bassi. Voglio solo dire che se Renato torna e Smalling arriva forte a gennaio, poi vediamo”.

Fare meglio in trasferta

“Di solito tu nasci bandito. Io sono nato bandito del calcio. Vediamo se riusciamo a farlo”.

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