José Mourinho, pensieri e strategie prima del Derby: le sue parole

25 Settembre 2021
- Di
Redazione
Tempo di lettura: 4 minuti

LAZIO ROMA MOURINHO CONFERENZA STAMPA - Alla vigilia della stracittadina della Capitale - Lazio e Roma scenderanno in campo domenica 26 settembre alle ore 18 - José Mourinho ha parlato in conferenza stampa. Ecco le sue parole.

Roma, la conferenza stampa di Mourinho: sulla preparazione del derby

“I numeri li sapete solo voi. Come ho detto prima anche le 1000 panchine le ho sapute grazie alla stampa quando ne mancavano 5-6. Più di 100 derby, sono tutte partite belle da giocare, che non preoccupano però un allenatore. Non bisogna stare attenti con i giocatori più o meno concentrati. Sono belle da giocare e da preparare. Magari contro l’Udinese la gente pensa più al Derby. Quando lo giochi però non esiste perché la gente sta al 100% nella partita. Dalla mia squadra mi aspetto quello che voglio dal primo giorno. Vogliamo vincere ma non lo possiamo fare sempre. L’altra squadra ha le nostre stesse ambizioni ma noi vogliamo vincere. Quando non lo facciamo voglio comunque che i ragazzi diano tutto”.

Sulla sfida di venire ad allenare a Roma

“Una sfida diversa. Dal primo minuto io con la proprietà non abbiamo mai avuto dubbi. Sappiamo dove vogliamo arrivare e dove andare. Ho avuto già squadre prima con qualche dubbio. Qui non ne ho. Non è la squadra più difficile, ma la sfida più difficile sì”.

Sul modo di vedere il derby di Zeman e Garcia

“Rispetto Zeman e Rudi ma non vado a commentare le loro parole. Non mi identifico in nessuno. Fondamentale è parlare poco e giocare tanto. Le parole vanno via con il vento. Non serve parlare, l’esperienza mi dice che la verità è il campo. Io sono qui per voi e per la gente che legge voi. Le parole sono di circostanza, conta domani dal primo minuto”.

Su Pellegrini

“Io non volevo parlare di questo ma tu hai fatto il suo nome. Non è facile parlare per me in queste circostanze di Pellegrini. Io potevo anche dire che questa partita è iniziata al 90esimo con l’Udinese. Avere o no Lorenzo è una cosa diversa. Possiamo analizzare quello che lui rappresenta per noi ma anche su come comunica o trascina la squadra da capitano. Lui però non c’è. La tua domanda vuole capire chi giocherà ma non ve lo dico. Non commento perché non lo dirò come giocheremo e chi scenderà in campo”.

Sull’empatia tra pubblico e squadra

“Quello che mi ha colpito è il modo della gente prima dell’Udinese e dopo la sconfitta di Verona. Questa è la cosa più importante e mi fa capire l’empatia. Dopo la vittoria è tutto più facile e va via con un risultato negativo. Ma abbiamo perso e per strada e allo stadio nonostante uno di meno abbiamo sentito questa voglia. Penso che i tifosi meritano tutto da noi ma che i ragazzi meritano tutto da loro. I tifosi devono aiutare i ragazzi perché li stanno rispettando. Al 100% direi che i tifosi sentiranno la squadra che gioca anche per la loro passione”.

Sul capire l’importanza della rivalità cittadina

“Sono qui da pochi mesi. Devo vivere di più e capire di più in dettaglio le cose. Una cosa è sentire e l’altra è capire tutto. La rivalità è una cosa bella al 100%. Se alleni Real o Barcellona servono le vittorie anche con le altre. Se alleni il Porto e vince il Benfica loro sperano di non farlo vincere. Questo è la normalità e per questo mi piace giocare un derby nuovo perché è un esperienza che ti rende più ricco. Al di là del derby tra Lazio e Roma voglio che la mia squadra ha un’ambizione per vincere un match così. Non è però il mio unico obiettivo. Si la partita la ricordo che abbiamo vinto 2-0 e ricordo che potevamo sentire i tifosi laziali che non erano in appoggio della sua squadra. Questa è una cosa che senti ma sembra che l’Inter in quella stagione vinse tante partite”.

Sul litigare con la gente

“Aspetta un po’ (ride ndr), litigo sicuro aspetta un po’. Dammi un motivo in questi due mesi per litigare con qualcuno, ancora non mi è arrivato. L’unica cosa negativa è stata l’espulsione di Pellegrini ma non serve litigare con l’arbitro. Controlli l’emozione e quando vai con la stampa già sei più freddo. Quando la situazione arriverà in un modo naturale e automatico arriverà. La gente mi rispetta così come giocatori e arbitri. Lui era giovane e ha fatto una cagata ma farà meglio. Rocchi con la sua esperienza lo aiuterà a migliorare, non c’è motivo per litigare con nessuno”.

Sull’aver schierato solo 13 giocatori titolari

“Non litigo con lui o con te. La domanda che tu mi fai è la stessa che mi avresti potuto fare in caso di utilizzo di 20 giocatori. Perché avrei cambiato troppo e non si sarebbe capita la dinamica. Questo c’è sempre. Quando si va nella stabilità ad inizio stagione o limiti fisici. Ora serve stabilità poi arriverà il turnover. La mia opzione è ovvia, giochiamo diverso da prima e abbiamo bisogno di fiducia e stabilità. Chi non gioca è molto giovane e ha bisogno di tempo, non è prontissima per entrare in squadra. Mi sembra un processo normale”.

Sulla Lazio

“La Lazio ha un modo offensivo e noi dobbiamo difendere. Se sei bravo in un’unica fase è difficile vincere. Per i 3 punti domani serve una partita molto completa perché giochiamo contro una squadra forte”.

Sul giocare con una squadra che pressa alto e su Zalewski e Viña

“Una buona domanda questa però non mi piace rispondere. Se dico questo potrei toccare punti chiave. Hai analizzato punti chiave e sei stato bravo. Non vado oltre il più basico con palla vogliamo segnare senza difenderemo. Scusate ma dovevo parlare prima ma non dopo è un momento difficile per la famiglia Zalewski e in questo momento siamo tutti con lui. Vediamo domani ma sarà una sua decisione se ci sarà oppure no perché è importante che sarà lui a decidere insieme al suo modo di sentire e iniziare a convivere in un mondo nuovo senza il suo papà. Io lo voglio per domani ma deciderà lui. Così come voi avete dimenticato la domanda su Vina penso che ci sarà”.

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