Sconcerti: “Alla fine di ogni partita Mourinho trova sempre un difetto nuovo ai suoi giocatori”

11 Gennaio 2022
- Di
Redazione
Tempo di lettura: 2 minuti

INTERVISTE ROMA MOURINHO SCONCERTI - Le ultime due sconfitte della Roma pesano molto e Mourinho sembra non averla presa bene. Contro la Juventus ha fatto il suo esordio in giallorosso il nuovo acquisto Maitland-Niles, che però non è riuscito a dimostrare quanto atteso. Ai microfoni di Calciomercato.com ha parlato Mario Sconcerti, che ha condotto una lunga analisi sul big match Roma-Juventus e sull’andamento generale della stagione 2021/2022 di Serie A.

Un campionato senza metri di giudizio equi

“Sì, noi non sappiamo niente di come stanno i giocatori. Non parliamo più con calciatori e allenatori, ma questo succedeva anche prima. E nel frattempo circola il virus e cambia tutto da un giorno all’altro. Diamo giudizi solo sull’ora e mezza di partita che vediamo, senza sapere niente del motore che accende ogni partita”.

La vittoria della Juventus analizzata da Sconcerti

“La Juve ha evitato una svolta, che avrebbe compromesso tutto. Se avesse perso a Roma avrebbe rallentato molto, sarebbe stata fuori dalla Champions. Di tecnico non c'è stato molto, ma è vero che i risultati sono una sentenza. Certo è che i tre gol in sette minuti non sono frutto di un cambiamento della Juve progressivo o meritato. Il gol di Locatelli era il primo tiro del secondo tempo, non va dimenticato. Non c'è mai stata una vera pressione della Juve. Vincendo però Allegri ha quasi eliminato Fiorentina, Roma e Lazio dalla corsa Champions. La vera classifica della Juve è ancora in divenire”.

Demeriti di Mourinho più che meriti di Allegri

“Mourinho l'ha persa male, perché a venti minuti dalla fine se sei sul 3-1 devi vincere. La cosa che mi sorprende è che alla fine di ogni partita Mourinho trova sempre un difetto nuovo ai suoi giocatori. Ieri ha detto che sono fragili psicologicamente e poi che devono essere loro ad andare da lui e non viceversa, riferendosi all'aspetto della personalità. A me sembra che lui guardi la Roma come se fosse sulla luna, in realtà è il primo responsabile di questa squadra. La vera cosa che lo condanna è la mancata crescita dei giocatori. Non ce n'è uno che sia migliorato, a partire da Ibanez e Mancini, lo stesso Smalling, così come Mikhitaryan”.

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